Quarta puntata della serie che Franceed ha creato con Radio Franchise. Oggi un rischio che nessuno ama guardare: tutto il tuo recruiting appeso a una persona sola.
Cosa succede il giorno in cui non c’è più la persona che oggi gestisce il tuo recruiting? Ferie, malattia, un’altra offerta, la pensione.
Con lei se ne va tutto. I contatti, le relazioni, il “a che punto siamo” con ogni candidato, il metodo. Tutto nella sua testa, nel suo telefono, nella sua casella email.
La crescita di una rete non dovrebbe dipendere dal fatto che una persona resti per sempre.
Il know-how che non è scritto da nessuna parte non è un asset dell’azienda. È un asset personale di qualcuno che, prima o poi, se ne va.
Guardala. Poi chiediti: se domani quella persona dà le dimissioni, cosa resta in azienda?
L’uomo solo al comando
La quarta puntata è dedicata a una persona precisa: il responsabile sviluppo. La figura che tiene i contatti coi candidati, li segue, li accompagna fino alla firma. In molte reti è una persona sola. Bravissima, spesso. E proprio lì sta il problema.
Perché tutto quello che sa — chi è caldo e chi è freddo, cosa è stato promesso a chi, a che punto è ogni trattativa — vive solo nella sua testa. Funziona perfettamente, finché quella persona c’è. Luca — www.lucafumagallibusiness.it — racconta di casi reali in cui il responsabile se ne va e da un giorno all’altro nessuno sa più chi fossero i venti candidati in trattativa: mesi di lavoro evaporati, e candidati che dall’altra parte si sentono abbandonati e spariscono.
C’è anche un aspetto più sottile: anche quando il responsabile resta, se il processo è tutto nella sua testa l’imprenditore non ha controllo. Non può capire dove si inceppa la selezione, non può aiutare, è costretto a “fidarsi e basta”. E fidarsi e basta, su una funzione strategica, non è una posizione comoda per nessuno.
Il processo nello strumento, non nella persona
Il concetto chiave della puntata suona freddo ma è liberatorio: il processo deve stare nello strumento, non nella persona. Le tappe, le schede candidato, lo storico delle conversazioni vivono in un sistema condiviso; la persona usa il sistema, ma non se lo porta via quando esce dalla porta.
Gli effetti sono tre. Se la persona manca, un’altra subentra aprendo il sistema e vedendo esattamente dove si era. L’imprenditore ha visibilità sui numeri senza dover interrogare nessuno. E — il punto più grande — la rete diventa trasferibile.
Una rete trasferibile vale di più
Trasferibile significa che il valore sta nell’azienda, non nelle persone. Conta quando vuoi crescere e assumere altri collaboratori — col metodo scritto nel sistema li formi in settimane invece che in mesi — e conta il giorno in cui vuoi vendere la rete, aprire a un socio o passarla ai figli: una rete il cui know-how sta nella testa di un dipendente vale molto meno di una in cui il metodo è patrimonio dell’azienda.
In puntata trovi anche la risposta all’obiezione più delicata — “il mio responsabile non si sentirà controllato?”. L’esperienza dice l’opposto: i bravi responsabili sviluppo amano avere uno strumento, perché smettono di fare i tuttofare coi post-it e tornano al lavoro vero, la relazione. E il loro lavoro diventa finalmente visibile e valorizzabile.
- Il processo è nel sistema, non nella testa di una persona
- La storia completa di ogni candidato resta in azienda, non se ne va con chi cambia lavoro
- Un nuovo responsabile parte dal metodo già pronto, non da zero
- Il recruiting diventa un asset trasferibile dell’azienda
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